Il recupero del vetro attraverso il riuso e l’upcycling parte da un principio molto semplice: invece di considerare un oggetto arrivato alla fine del proprio ciclo di vita, si cerca di conservarne la materia e, quando possibile, anche parte della sua identità, trasformandone forma e funzione.
Nel caso delle bottiglie, questo significa intervenire direttamente su un oggetto già esistente per convertirlo in bicchieri, vasi, caraffe, lampade, contenitori, vassoi o altri elementi d’arredo. Il collo di una bottiglia può diventare il bordo di un bicchiere; il fondo un piccolo contenitore; una bottiglia deformata a caldo un vassoio.
È importante distinguere questa pratica dal riciclo tradizionale del vetro. Nel riciclo industriale il vetro viene raccolto, selezionato, frantumato e rifuso per diventare nuovamente materia prima: un processo efficiente, ma che cancella ogni traccia dell’oggetto di partenza. Nell’upcycling, invece, si cerca di mantenere il più possibile la materia nella sua forma originaria, intervenendo con operazioni come taglio, molatura, lucidatura, incisione, deformazione a caldo o soffiatura. La bottiglia può così continuare a essere riconoscibile anche dopo aver perso la sua funzione originaria. Il Corning Museum of Glass documenta diversi progetti contemporanei in cui le bottiglie vengono tagliate, molate, incise o fuse per diventare nuovi oggetti d’uso quotidiano.
A Roma, il laboratorio Qiru Life lavora esattamente così: ogni bottiglia viene tagliata, levigata e rifinita a mano, mantenendo spessore, colore e imperfezioni del vetro originale, per diventare bicchieri, shottini, vasi e lampade in piccole serie dove nessun pezzo è identico all’altro.
Dalle idee agli oggetti. Il laboratorio romano Qiru Life fa proprio questo: bottiglie tagliate, levigate e rifinite a mano diventano bicchieri, vasi e lampade in piccole serie, dove ogni differenza è autentica. Scopri la collezione Qiru Life su Reborn Ideas

