La storia del recupero del vetro è molto più antica del concetto contemporaneo di “design sostenibile”. È legata alla storia stessa della lavorazione del materiale: prima dell’esistenza dei moderni sistemi di raccolta differenziata, gli scarti di produzione e i frammenti di vetro venivano recuperati e rifusi, semplicemente perché il materiale aveva un valore economico e tecnico.
Il fenomeno è documentato anche nella tradizione vetraria messicana: numerose piccole vetrerie utilizzavano vetro riciclato come cullet — il rottame destinato alla rifusione — già nel XIX e XX secolo, lavorando in forni a legna a campana. Il Corning Museum of Glass conserva esempi di questa produzione, come un calice messicano in vetro riciclato soffiato a stampo.
La differenza fondamentale rispetto all’approccio contemporaneo sta nella motivazione. In passato il recupero era soprattutto una necessità, legata al costo della materia prima e all’efficienza produttiva. Oggi il recupero può diventare una scelta progettuale, estetica e ambientale: il materiale di scarto non viene più considerato soltanto qualcosa da reinserire nel processo produttivo, ma diventa parte integrante del valore estetico dell’oggetto.
Dalle idee agli oggetti. A Roma, il laboratorio Qiru Life raccoglie questa eredità in chiave contemporanea: bottiglie tagliate, levigate e rifinite a mano diventano bicchieri, vasi e lampade in piccole serie, dove ogni differenza è autentica. Scopri la collezione Qiru Life su Reborn Ideas

